Intrecci, #1

“Sei arrabbiato con lei?”.
Mi guardò, con uno sguardo che aveva in sé solo purezza e ingenuità. Indossava un pantalone blu scuro, con una semplice maglietta bianca; teneva stretto a sé un orsacchiotto. Era in piedi, in attesa, e mi guardava aspettando una spiegazione, un po’ intimorita, un po’ preoccupata, con gli occhioni verdi spalancati. Trovavo incantevole lasciarsi affogare in quegli abissi di smeraldo; e tremavo, quando la pensavo più grande, più donna, esposta al vento freddo del mondo.
“Sei arrabbiato con lei?”
Non sapevo come rispondere, come placare la sua irrefrenabile curiosità. Era insistente, voleva sapere; era ingenua, voleva capire; era impaziente, voleva risposte…
“Allora?”
No, pensai. No, piccina, non sono arrabbiato con lei. I bambini provano rabbia; i grandi provano delusione. La rabbia è un momento, è qualcosa che non ti piace, qualcosa che ti passa sopra e poi se ne va; la delusione ti brucia dentro, ti brucia l’anima, ti ruba ogni energia, ogni sorriso, lasciandoti il vuoto, lasciandoti il silenzio. La rabbia è un urlo improvviso e taciuto in breve; la delusione è un fischio continuo, un rumore molesto in sottofondo.
I bambini, ingenuamente e fuggevolmente, provano rabbia; poi si distraggono, e se ne dimenticano. I grandi ci pensano su, e capiscono che il problema non è la tua azione, ma piuttosto il motivo per cui l’hai fatto, i tuoi perché. Non è l’atto che delude, ma il pensiero che muove il braccio; è qualcosa di più profondo, molto più profondo della rabbia, molto più brutto, molto più triste…
Ma tu, dolce splendore dai riccioli biondi e dagli occhi di smeraldo, sei troppo piccina per capire. Mi chiedi se sono arrabbiato con lei, senza capire che lei ha strappato la mia anima, non un giocattolo. Tu non conosci ancora la delusione, non sai ancora quanto male può farti un gesto, una parola, una scelta. Crescerai, e capirai; ma ora non è ancora il momento giusto per rapirti dal tuo mondo di purezza e meraviglia.
“ALLORA???”
La tua vocina si fa stridente; e ti regalo un sorriso, ti regalo indietro il tuo mondo…
“Un pochino sì… Ma stai tranquilla, tesoro: passerà… Andrà tutto bene…”.
E quel piccolo angelo dai riccioli biondi, mi restituì un sorriso enorme, un paradiso di fiducia e ingenuità.
E io me lo ripeto, andrà tutto bene…

38 pensieri su “Intrecci, #1

  1. Bellissima la distinzione fra rabbia e delusione, mi ha veramente colpito. Appena riesco a ritagliarmi un po’ di tempo voglio leggere gli altri post. Complimenti!

  2. Dopo averti letto, mi son soffermata sulla immagine che hai scelto e mi chiedo il nesso.
    Il tuo contributo, sebbene acerbo in alcuni suoi tratti, rivela una attitudine alla introspezione: quella bambina, secondo me ,e sei tu , siamo noi quando esigiamo risposte.

  3. Pingback: Ancora cose belle dalla rete « Dear Miss Fletcher

  4. Ho iniziato giusto adesso a leggere questo tuo scritto e già mi piace. Le delusione inoltre è un sentimento che conosco bene e che fa quasi provare nostalgia per la fugace rabbia. Scrivi molto bene! Mi permetto solo una piccola osservazione (che vuole essere costruttiva e non certo una critica): attenzione ai tempi dei verbi. Un bacio, continuo a leggere!

      • Perchè questo dubbio sulle proprie capacita’? Ci sono stati, moltissimi esempi di eccellenti scrittori che sono emersi, semplicemente inviando i propri scritti agli editori. Nelle case editrici, non ci sono mostri feroci che passano il tempo a cestinare manoscritti, non dimentichiamo che “gli scrittori in fieri” sono il “carburante” delle edizioni. Via! ,ottimismo e avanti… superando il panico del foglio bianco!!! saluti

  5. “I bambini, ingenuamente e fuggevolmente, provano rabbia; poi si distraggono, e se ne dimenticano.” Magari fosse così anche per gli adulti. Eppure siamo stati bambini… o no? Dopo aver letto l’ultimo intreccio pubblicato ho deciso di ritagliarmi un po’ di tempo per seguire il link e partire dall’inizio.

  6. Bell’immagine, anche se triste da un certo punto di vista. La rabbia in fondo è un’emozione che è durevole solo se calcolata – come hai scritto tu. Spesso non chiamiamo con questo nome la rabbia in sé, ma quello che ne segue, i pensieri, la tristezza, la nostalgia. Insomma, mi hai colpita, scrivi davvero bene!
    Ora mi leggo anche gli altri capitoli, posso però chiederti una cosa? Io sono un po’ lenta (sul serio xD) e quindi ho aperto il tuo blog ed ho cominciato a leggere dall’ultimo post, ovvero Intrecci#6. Solo dopo ho capito che stavo leggendo un capitolo di una storia più lunga ed ho cercato questo. Che ne dici di mettere un link all’inizio dei nuovi capitoli che porta qui? …So che la maggior parte della gente è più sveglia di me e non ne ha bisogno, ma se capita un’altra persona con il mio “bradipidume” rischia di leggere tutta la storia a ritroso!😉

    • Ciao! Innanzitutto ti ringrazio per aver speso tempo a leggermi: mi fa molto, molto piacere!🙂
      l’idea del link all’incipit… a dirti la verità ci stavo pensando stanotte, di fare una cosa simile, non è affatto una cattiva idea!😉

  7. Scopro ed inzio dal principio questo racconto. Mi piace la curva d’anima che sprofonda in un orizzonte indefinito, e quanto ho apprezzato quel tuo inserire la delusione al centro di questo primo capitolo… delusione che tanto difficilmente si riesce a cancellare.
    Complimenti!

  8. Pingback: Intrecci, #1 | cristinaloreti

  9. Non penso sia rabbia quella dei bambini, loro sono “selvaggi” che imparano a percorrere i binari che noi adulti gli indichiamo, magari, a volte quei binari sono un po’ più indigesti del solito🙂

  10. Io credo che a volte dovremmo imparare dai bambini, e credere che forse il perdono non è quella cosa che si insegna a caso e si dice tanto per dire…comunque complimenti per il racconto, bello!🙂

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