Intrecci, #10

…il racconto comincia da qui

Mi svegliai, e aprii gli occhi. Ero sdraiata su alcune poltroncine blu, in un corridoio vuoto. Ero coperta da un cappotto beige, caldissimo; si stava proprio bene… ma ero sola.
Mi sollevai, guardandomi attorno. Avevo paura, un po’: non ricordavo dov’ero, o cos’era successo. E lì non c’era nessuno a cui chiedere, nessuno ad aiutarmi…
Mi rannicchiai, seduta su una poltroncina, e mi misi addosso il cappotto, per nascondermi. Avevo fame, avevo sete, mi faceva male il collo, e mamma non c’era…
Passò del tempo, non saprei dire quanto, poi da una porta uscì una signora alta, coi capelli biondi, vestita di bianco. Era il vestito dei dottori, degli amici di papà: quindi ero in ospedale…
La signora mi vide, e si avvicinò a me, lentamente, sorridendo. L’avevo già vista, la sera prima: parlava con mamma…
“Ciao Bianca. Hai dormito bene?”.
Annuii. Lei sapeva il mio nome, ma io non la conoscevo. Magari era un’amica di papà…
“Hai fame? Vuoi un biscotto?”.
Estrasse dalla tasca un pacchetto già aperto di biscotti al cioccolato, i miei preferiti. Mamma diceva sempre di non prendere cose dagli sconosciuti… Ma la donna mi conosceva, sapeva il mio nome, no?
Abbozzai un sorriso e accettai un biscotto, poi un altro. Il mio stomaco approvava la scelta, e la donna mi diede in mano l’intero pacchetto.
“Vuoi che ti porto da mamma e papà?”.
La donna sorrideva ancora, e io annuii, senza dire nient’altro. Presi la sua mano, e mi lasciai condurre lungo il corridoio, fino all’atrio dell’ascensore, dove la donna senza dire niente mi prese un bicchiere d’acqua da una macchinetta e me lo porse. Poi giù in ascensore, e ancora corridoi pieni di poltroncine e porte. Era un posto molto triste…
“Eccoci qui. Bussiamo?”.
Si era fermata davanti a una delle tante porte. Mamma e papà erano lì?
Lei bussò, poi aprì la porta. Io feci qualche passo in avanti.
C’era un piccolo ingresso, poi la stanza si allargava.
C’era una finestra da cui si vedeva un bel parco.
C’era un tavolino con un vaso di fiori gialli.
C’era papà, sdraiato sul letto, e mamma, seduta accanto a lui. E sorridevano…
“Ciao, piccolina…” disse papà, allungando le braccia verso di me. Io mi avvicinai al letto.
Erano felici, ma era tanto tempo che non li vedevo così…
“Tesoro, hai visto che papà sta bene?”. La mamma aveva il viso stanchissimo, ma la sua mano era stretta tra quelle di papà…
Guardai papà, seria e interrogativa. Non capivo più niente…
“Non sei più arrabbiato con lei?”
Lui mi guardò un attimo, stupito, poi mi fece un sorriso grande. Un sorriso vero, non uno di quelli tirati che mi faceva negli ultimi tempi…
“No, tesoro, non sono più arrabbiato. Adesso va tutto bene…”
“Davvero?”. Una piccola speranza: magari era davvero tutto finito, tutto quel…buio. Ma i grandi erano così stupidi a volte…
Guardai mamma stavolta. Aveva gli occhi lucidi, ma non era tristezza…
“Sì piccola, davvero. Adesso va tutto bene…”.
E io mi lasciai scappare un gridolino di gioia, e saltai sul letto, e ci abbracciammo forte, tutti e tre.
Niente più buio, era tornata la luce….

…fine…

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34 pensieri su “Intrecci, #10

  1. Sei grande! Intrecci é un capolavoro.
    Ero entrato un po’ per ringraziare per il like, un po’ -l’ammetto- per curiosità, ma mi sono ritrovato a leggere avidamente l’intero racconto. Mi piace la tua prosa narrativa e la tecnica di far indossare al lettore ora gli occhi e l’anima di lui, ora quelli di lei, finendo con quelli della bimba. Complimenti!🙂

  2. ero rimasto in arretrato degli ultimi tre episodi e me li sono letti tutti d’un fiato. Che dire se non “bello”? Mi è molto piaciuto come lo hai concluso, con la prima persona di Bianca. Un punto di vista obiettivo, sincero, puro, innocente e, credo, il più vero di tutti. Complimenti.🙂

  3. penso che tu abbia il compito di trovare il tempo per scrivere. hai le armi pacifiche per scrivere quello che vuoi, sei attenta ai particolari e sai scavare. ho letto saltando qua e là perchè sono sintonizzato su altri canali, dopo tanti anni che leggi e scrivi diventi esigente, con quello che scrivi e con quello che leggi.
    Aspetto con curiosità le tue nuove storie sviluppate, dai!🙂

    A,

  4. non sono abituato alle storie a lieto fine, ma non vedo perchè non potrebbe essere anche così. Non lo so forse è la vita a lasciarmi perplesso di fronte alle storie a lieto fine, forse è un mio limite. ciao

  5. Ho sempre aspettato l’intreccio successivo con una certa curiosità, mi ero affezionata ai personaggi, quasi mi dispiace lasciarli, ma almeno li so in un lieto fine =)
    Bello il tuo modo di scrivere, bella la storia… spero ci saranno altri intrecci =)

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