Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo quarto

…ma che cos’è???

Qualsivoglia fanciulla, al giorno d’oggi, vien costretta a fare i conti col suo grazioso corpo, che ella lo desideri o meno, con ogni parte del suo corpo; e la parte che turba la  nostra donzella, oggi, è quella dolce forma collinare posta sul petto delle leggiadre fanciulle.
Gli usi e i costumi di questa ridente terra di padania spingono le giovani menti a sognare sporgenze sferiche in grado di sfidare ogni legge di gravità, e soprattutto in grado di reggere in confronto con le forme di modelle e celebrità che, ahimé, di naturale in quelle zone hanno solo le ghiandole mammarie, forse.
Tale desiderio non è una scelta ponderata, o un insegnamento radicato, bensì una naturale predisposizione inconscia alle immagini che ci ritroviamo sotto gli occhi, in questa ridente terra padana, a ogni pié sospinto, nelle frequenti propagande di articoli assolutamente essenziali al nostro sereno vivere, che si tratti di indumenti femminili, articoli alimentari, o qualunque altra cosa.
Standard utopici a parte, una legge regna sovrana: le fanciulle non sono mai contente. Quelle che Madre Natura ha creato meno formose invidieranno chi ha forme abbondanti, e viceversa, chi ha forme abbondanti ne desidererà di meno. Preme su queste pulsioni, ad esempio, il desiderio di essere guardate negli occhi, o il desiderio di essere apprezzate anche per il proprio aspetto fisico. Le fanciulle meno dotate aneleranno a poter riempire in modo soddisfacente gli scolli vertiginosi dei loro migliori abiti; le altre, verso il sedicesimo genetliaco gradiranno che la loro vanità venga solleticata da complimenti e apprezzamenti, ma verso il ventesimo cambieranno ancora idea, e sogneranno che il proprio cavaliere aneli a far l’amore, piuttosto che a toccare un ammasso di morbido tessuto adiposo. Nessuno è mai contento, insomma…
E poi ci sono le fanciulle paladine della sostanziale indifferenza nei confronti della propria circonferenza superiore: ed a queste ultime che la fanciulla, la nostra fanciulla, vorrebbe rivolgere un cortese appello.
Ecco, ella oggi si trovava in una vasca di acqua mista a cloro, denominata volgarmente “piscina”, dedita a rilassare corpo e mente con un sano esercizio fisico; e mentre ella  usciva da questo paradiso di pace e solitudine, un infante nella corsia accanto sollevò un cortese quesito.
“Maestra, ma perché quella lì ha due arance infilate nel costume?”
Il cortese appello di cui sopra recita: siete ancora convinte della vostra indifferenza, o il soave spirito di coalizione femminile può porgere aiuto alla nostra fanciulla nell’affogare l’infante?

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23 pensieri su “Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo quarto

  1. Grazie per avermi fatto sorridere. Un racconto veramente carino. Non ti dispiacerà se finalmente ho un attimo di tempo per carpire il tuo rss per iscriverti nel mio reader. Un saluto

  2. riguardo il mero sesso la dimensione delle tette è ininfluente, visto che secondo me la maggior parte dei maschi, adora prendere la donna da dietro, io stesso posso confermare che trovandomi davanti a donne con: brufoli, mandorle, noci, arance, meloni, bombe a mano etc anche se a livello mentale di primo impatto un seno grande può stimolare fantasie particolari, una volta che mi davano le spalle la passione divampava in uguale misura, maggiorate o meno, molto peggio (secondo me) è possedere un sedere poco prestante, e lasciato all’incuria (ribadisco il discorso vale solo per il rapporto occasionale, e solo nel mio caso). Ora io non so cosa vuol dire avere problemi da donna, posso immaginare, ma non posso capire; il punto come dice l’articolo è che molto probabilmente è tutta un guerra personale con se stessi e che probabilmente, abbiamo tutti le stesse chance belli o brutti che siamo di essere piacenti, solo che spesso entriamo in competizioni che non possiamo vincere (se non bariamo) lo specchio è la competizione che facciamo con noi stessi, e siccome la pubblica accusa fa parte anche della difesa è una guerra impari, ok respiriamo guardiamoci i nostri micropeni, le nostre maniglie dell’terrore, le tettine, i nasi sghembi, ed forza tutto quello che vogliamo migliorare miglioriamolo, ma finiamola di entrare in competizione con ego, perché quello che sei veramente non lo cambierai mai. Gli altri parlano per milioni di motivi ma il 999999 è per dire minchiate

  3. E’ proprio vero, voi donne non siete mai contente!! Mi è piaciuto molto il tuo stile satirico, non volgare ed anche avvincente, sei brava!

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