Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo sesto

…ma che cos’è???

In questo mondo di affanni e ritardi, rimpianti e rincorse, non c’è nulla di più piacevole del ritagliarsi qualche minuto per se stessi, per riprendere contatto con la propria anima, per regalarsi qualche istante di pace e silenzio.
Puntualmente, è in quei momenti che qualcuno sentirà l’impellente bisogno di disturbarvi e di rendervi partecipi dei propri problemi esistenziali.
La nostra fanciulla emergeva da due lunghe, faticose, solitarie, rilassanti ore passate in una grande vasca di acqua mista a cloro, denominata volgarmente “piscina”; codesta è una delle abitudini della donzella, come avrete ben capito, un piacevole passatempo. Dicevamo, ella emergeva da quelle due lunghe ore, e si stava attardando nello spogliatoio, pettinandosi i lunghi capelli biondi, prima di recarsi sotto un getto di acqua calda volgarmente denominato “doccia”, per purificare il suo corpo dal cloro. E mentre ella si attardava, fu raggiunta da una leggiadra fanciulla, sua conoscente.
“Sai, stavo pensando alla ricerca!”.
La fanciulla emise, educatamente, un borbottio, per dare una parvenza di interesse alla conversazione.
“No perché sai, io dopo la laurea voglio restare in università e fare ricerca, continuare a studiare e magari un giorno scoprire qualcosa…”
La fanciulla si stupì, dato che era pervenuta alla conclusione, evidentemente palesemente errata, che costei frequentasse l’ambiente universitario solo per l’elevata presenza maschile.
“E quindi pensavo…la ricerca! Che è ricerca di noi stessi, prima di tutto…”
Chissà cosa si può trovare di noi stessi in una collezione di smalti da far invidia a un centro estetico, pensò la fanciulla…
“E poi naturalmente la ricerca di dio…”
Ah, dovete sapere che, in quella ridente terra chiamata padania, “credere in dio”, e quindi cercarlo, significa recarsi in un edificio denominato “chiesa” la domenica mattina, dove la propria coscienza viene adeguatamente ripulita per il resto della settimana, in cui si è liberi di seguire gli usi e costumi che più aggradano…
“E poi la ricerca del proprio futuro…”
La fanciulla, giunta a questo punto della conversazione, suppose di dover smettere di cercare il proprio futuro sui libri, e di doversi dedicare a sane attività formative quali shopping sfrenato (tanto paga papi) e centri estetici extralusso (idem).
La donzella, a questo punto, si alzò dalla panca e si avviò verso le docce; l’interlocutrice la seguì.
“E poi naturalmente la ricerca dell’amore!!”
La pietosa immagine di un cavaliere azzurro effeminato in groppa a un cavallo bianco  attraversò la mente della povera fanciulla.
“Beh?? Che ne dici??”.
La fanciulla posò l’accappatoio ed entrò in una delle docce, mentre l’interlocutrice entrava in quella di fronte a lei – e balzava via immediatamente dal getto d’acqua.
“Io credo che dovremmo ricercare i fatti, non le parole. E puoi sempre cominciare cercando una doccia funzionante e tiepida…”.

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20 pensieri su “Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo sesto

  1. Ciao Simona e grazie per la tua visita. Ho letto per ora solo qualcuno dei tuoi post che trovo veramente arguti e sagaci, li leggerò tutti un po’ per volta perchè mi sono veramente piaciuti quelli che ho letto fino ad ora🙂
    Approfitto per augurarti una buona Nuova Alba, oltre ad un sereno Natale ed un felicissimo 2013!
    Un abbraccio
    Claudio

  2. Ah, dovete sapere che, in quella ridente terra chiamata padania, “credere in dio”, e quindi cercarlo, significa recarsi in un edificio denominato “chiesa” la domenica mattina, dove la propria coscienza viene adeguatamente ripulita per il resto della settimana, in cui si è liberi di seguire gli usi e costumi che più aggradano…
    “E poi la ricerca del proprio futuro…”
    cara simona hai messo nero su bianco i miei pensieri, che da sempre vedo nelle rare partecipazioni all’autolavaggio della coscienza… e la cosa più sgradevole è vedere chi si siede in prima fila… là c’è tutto il marcio derlla padania… ti mando un bacio e un grazie di esistere

  3. Ciao Simona, le terre padane sono forse luoghi quotidiani dove una donna riesce a parlare di se stessa e ad essere capita anche dagli uomini ? La tua scrittura è leggera e pungente e sembra un ventaglio dagli …aculei soavi, e le rose che nascondono le spine sotto la neve parlano di te. Mi piace. Vorrei avere anch’io un poco del tuo sguardo sulle cose. Spero che le conversazioni tue continuino a crescere. Un caro saluto dalla periferia.

    • “le terre padane sono forse luoghi quotidiani dove una donna riesce a parlare di se stessa e ad essere capita anche dagli uomini ?”, ne parleremo in uno dei prossimi capitoli!😉
      intanto ti ringrazio, e spero che non mi manchino gli spunti per continuare questo filone! A presto,🙂

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