Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo nono

…ma che cos’è???

Temo che risulti ripetitivo parlare ancora dell’eccellenza della meravigliosa padania; ma me ne scuso, debbo dire ancora due parole.
La padania è una terra dorata, dovete comprenderlo bene: il resto d’Italia può serenamente collassare sotto il peso di una crisi economica, ma la padania no. In padania ci sarà sempre lavoro, ma solo per chi ha voglia di farsi un mazzo tanto. Perché capite, i padani sono lavoratori costanti, ineccepibili, assidui, appassionati; gli altri no. Se l’Italia è in crisi, la colpa è di qualcun altro: qualcuno che non paga le tasse (e la padania deve pagarle per loro), qualcuno che non crea lavoro (e la padania deve aiutarli, poverini), qualcuno che se ne viene al nord per disperazione (e accogliamoli, va bene, ma la carità cristiana veramente li vuole?). So che ve lo state chiedendo, sì, esistono esseri umani senzienti che versano queste verità trascendentali nelle orecchie della gente di padania; e no, non sono comici, non lo fanno per scherzo.
Ecco, la padania è anche quel posto meraviglioso dove i pargoli di buona famiglia si lamentano di non riuscire a trovare un posto in una società per bene; e invece gli immigrati, quelle povere creature senza il fondamentale pezzo di carta volgarmente denominato laurea, senza vestiti firmati, e magari senza neanche l’incorruttibile fede cattolica,  ecco – loro si spaccano la schiena nei campi, o nelle fabbriche, o nelle cave, là dove i pargoli di buona famiglia non vogliono certo andare a sporcarsi le candide manine affusolate.
Ecco, la padania è anche quel paradiso dove i ristoranti sono sempre pieni. Non esistono i problemi economici, in padania; tutto funziona, tutto lavora, tutto procede. La macchina dell’industria perfetta prosegue il suo cammino – divorando la vegetazione, divorando l’equità, divorando il rispetto. Poi capita che, ogni tanto, un’azienda o due collassi, e chiuda; ma è una cosa che di questi tempi, succede assai raramente. E in ogni modo, la colpa non è della crisi, no: è sicuramente colpa dei terroni. O degli extracommunitari. O degli americani. O degli ufo…

Ora capite meglio l’eccellenza della padania. Ecco, qualche giorno prima di Natale, la nostra fanciulla si recò sul posto di lavoro (ebbene sì… la nostra fanciulla studia, lavora, scrive, nuota… saltuariamente dorme anche, pensate un po’!), e si sedette attorno a un imponente tavolo di vetro, assieme ai suoi colleghi, assieme a persone che hanno a carico figli, mutui, case, bollette; e lì tutti assieme, ricevettero un meraviglioso regalo di Natale dal loro capo:

Ragazzi, siamo messi male. Non ce la facciamo, non riesco a pagarvi questo mese, e neanche le tredicesime. L’unica cosa che posso fare è: cassa integrazione…

Happy Xmas.

palline-di-natale

37 pensieri su “Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo nono

  1. se hai contatti in amministrazione controlla come siete messi. La cassa integrazione aiuta, può aiutare, integra. Ma se ci sono problemi più seri stai attentissima. E ricorda che quando andrete in liquidazione, o fallimento, o concordato, ci saranno solo alcune persone da tenere a contatto con il liquidatore (che di solito è il titolare, ma non è detto). Quelle persone semplicemente lavorano un po’ di più degli altri, ma poi crollano con tutti gli altri. Se siete più di 15 contatta immediatamente il tuo rappresentante sindacale. Se non avete nessuno nel sindacato ISCRIVETEVI SUBITO, perché una delle cose che sa fare il meraviglioso nord è schiacciare e disprezzare chi non gli piace, chi diventa “un problema”… ad esempio un dipendente. Anche il capo più meraviglioso può trasformarsi, quando si parla di sopravvivenza: le leggi che ci governano servono a questo, a tenerci dietro ai recinti della civiltà quando staremmo per sbranarci.
    Iscriversi non significa che tu creda in alcune persone… ma si spera almeno nell’idea di quella istutizione. Ma soprattutto: se non c’è un iscritto il sindacato non ha potere di dialogare con chi deve, di prendersi in carico il lavoro, di controllare la situazione, di elaborare un “piano d’uscita” che salvaguardi quanto più possibile il lavoratore.
    Non ne so di più.
    Ti posso solo augurare il meglio.
    Però prova a controllare cosa fa la meravigliosa padania quando deve concorrere: controlla se si serve di fornitori e prodotti cinesi.
    E poi almeno vai, vai e svergognali. Non otterrai di più che un “è il mercato” ecc ecc. Ma almeno che la smettano di riempirsi la bocca di “noi padani” eccetera. Quando gli serve, vanno pure loro a far lavorare gli schiavi dove costa il meno possibile.
    Si faranno fare anche la bagnacauda ad Hong kong se si risparmia il 50%.

  2. Anche il sottoscritto abita nella fantastica Padania, per quanto in periferia (provincia di Torino; quelli del Nord-est ci hanno annesso per qualche strano motivo). Hai ragione…

  3. Ho vissuto due anni nella “Padania”. Si vabbè, questo non frega a nessuno, però mi da diritto di commentare i “padani”.
    Sono come Diabolik ed Eva Kant, tal quali.
    Vivono in ville lussuose e appartate piene di allarmi e trabocchetti vari, si fanno solo gli affari loro, sono ricchi assai, avidi, stanno alla larga da Polìs, GdF e Caramba, girano in pubblico con delle maschere, considerano gli altri solo in quanto possessori di averi …

  4. Boh avevo già lasciato un commento ma è sparito…
    Dicevo: esordisco sul tuo blog e trovo questo post di cui mi piace il tono; è sempre utile mettere l’accento su questi temi.

  5. La crisi c’è e non si può negare, tante persone hanno perso il lavoro, tante se lo tengono a stento…ma c’è anche da dire, che molte persone non si sanno adattare, e rifiutano lavori “pesanti” (orari difficii, paghe basse ecc..) e lavori che non vogliono fare perchè magari hanno studiato tutt’altro…Ma prima di restare senza dobbiamo adattarci…la crisi passerà e chi terrà duro riuscirà sicuramente a trovare quello che cerca. Buon Natale a tutti…e auguri per un anno migliore!

    • Sono pienamente d’accordo con te… Tanta gente ha difficoltà per cause esterne, ma tanti fanno i choosy, parlando anziché alzando il popò dalla sedia… Sono scelte di vita, temo: agire o subire.
      Tanti auguri di buone feste anche a te!🙂

      • Beh… ma se non penso al domani, sono un bambino, non un uomo o, meglio, un adulto.
        Ci son tanti progetti “veri” e seri che vorrei metter in piedi nel prossimo anno o quello dopo, ma senza un lavoro son difficili.

        Buone… feste… anche a te🙂

        • mmm, personalmente ho la tendenza a occuparmi dei problemi di oggi, e di domani, e dopodomani… e già quelli di settimana prossima mi sembrano troppo lontani! sarà che sono ancora piccina per fare progetti seri a lungo termine sulla mia vita..😉

  6. L’intramontabile Padania che ci culla e ci mantiene… così bene che non vedo l’ora di lasciarla. Ormai a questi discorsi non crede più nessuno, nemmeno chi li fa, ma vanno avanti per inerzia così almeno possono illudersi di abitare in un luogo migliore.
    Bah.

    A te lascio un buon Natale e una buona fortuna per tutto!

  7. A nord di ogni sud c’è sempre una padania. E a sud di ogni padania c’è sempre una terronia Però, per il principio buddista dell’interdipendenza di tutte le cose, non può esistere il nord senza il sud e viceversa. E quella ragazza, che non ha collocazione geografica nel Paese, è italiana e basta, come dici giustamente tu, ed è da stupidi, visto che siamo tutti sulla stessa barca, evitare di remare per farlo fare agli altri. Insieme si può sbarcare, divisi è più facile il naufragio.

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