Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo decimo

…ma che cos’è???

Essendo la nostra beneamata fanciulla giunta indenne al primo giorno dell’anno nuovo, ella si appresta a stilare la famigerata “Lista dei buoni propositi dell’anno nuovo”. Cotale è una tradizione tipica di chi crede che basti scrivere (o anche solo pensare, giacché a scrivere si fa fatica) un obiettivo, o un sogno, per vederlo realizzato, senza bisogno di muovere un dito.
E nonostante il suo scetticismo per cotale pratica, e nonostante la sua naturale tendenza a sollevare le regali natiche quando vuole ottenere qualcosa, e nonostante la sua convinzione che non basti volere, ma che occorra anche lottare per raggiungere ciò che si desidera, la fanciulla, trovandosi controcorrente tra le sue conoscenze, ha deciso di arrendersi e stilare la famigerata “Lista dei buoni propositi dell’anno nuovo”, da mostrare alle amiche che l’attendono impazienti.
Dunque, eccovi la “Lista dei buoni propositi dell’anno nuovo” della nostra fanciulla:

  • Ascoltare le persone. Anche quando vi diranno che gli elefanti volano, o due più due fa cinque, o che Berlusconi fa bene a togliere l’IMU: ascoltare le persone. Perché ascoltare le opinioni diverse è il modo migliore per formare la propria. E comunque resta un’opera pia…
  • Essere tolleranti con le persone. Anche quando vi propongono un’interessantissima serie di incontri serali sulla presenza o meno del bue e dell’asinello nel Santo Presepe, anche quando vi spiegano perché le idee di Maroni sono fenomenali e i terroni sono tutti cretini, anche quando vi vogliono convincere dello spessore culturale del Grande Fratello: essere tolleranti. Perché sennò il mondo diventa un delirio…
  • Dare una possibilità alle persone. Anche quando si presentano invitandovi alla riunione settimanale di cielle, anche quando a vent’anni si vestono come tredicenni disadattati, anche quando leggono Cinquanta sfumature pensando che lo stile sia sublime: bisogna dare una possibilità alle persone. E una seconda. E una terza. Perché, dicevamo, sennò il mondo diventa un delirio…
  • Comportarsi come una persona mediocremente acculturata. Ad esempio, ogni tanto uscire con qualche frase tipo “Ah ma davvero Monti si ricandida? Non lo sapevo!”, oppure “Montale? Montale chi? è un cantante?”, oppure ancora “È morta la Montalcini? Ma chi, quella deficiente coi capelli bianchi che aveva votato Prodi?”. Ecco, ogni tanto bisogna far credere a chi abbiamo attorno che siamo tutti qui, tutti uguali, che non è che uno che sa, o si informa, fa bene. Anzi, nono, informarsi fa male alla salute. Bisogna far così, sennò si diventa superiori. E antipatici…
  • Trovare il modo per avere una giornata da quaranta ore. Insomma, non è che tra studio, lavoro, scrittura, piscina, politica, si riesce a far tutto. Quaranta sembra una buona cifra, un congruo compromesso. Perché cinquanta erano un po’ troppe, poi si rischiava di annoiarsi nei finesettimana…

E poi c’è una piccola, insignificante questione, come ricorda gentilmente un caro amico della fanciulla – una di quelle poche Anime eccelse che ancora la sopportano, non è ben chiaro come.

Ma mi prometti che quest’anno te lo trovi, un ragazzo serio?

Ecco, questa è complessa. Perché la gente è complicata, sì; cioè, dal punto di vista della fanciulla. È che la fanciulla, la gente normale, quella gente casa chiesa e piccolo mondo antico, non la capisce proprio. O forse è la fanciulla a essere complicata, a essere diversa, troppo diversa.
E in fondo, quei meravigliosi ciondoli a forma di cuore sulle bancarelle degli Obej Obej, a volte è meglio comprarseli da soli. E magari metterseli sotto l’albero di natale, assieme a un bigliettino: “Tanti auguri a me, la padania non fa per te”.
Non per altro, ma almeno così non si rischia di sbagliare il colore…

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La chiamavano Bocca di Rosa, metteva l’amore sopra a ogni cosa..

70 pensieri su “Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo decimo

  1. Come non condividere???😀 Quello che hai scritto tu potrei averlo scritto pressoché uguale anch’io!!!! Lasciamo stare poi per quanto riguarda il buon proposito di trovarsi un ragazzo “serio”… -.-
    Ti seguirò ancora!

  2. ahahaha! non so chi è più (in)sopportabile tra Mr B. e quelle che leggendo 50sfumature credono di leggere altissima e raffinata letteratura erotica.
    Tanto mi aspetto che Mr B. tiri fuori quel romanzo in campagna elettorale: arriverà, vedrai che arriverà a tirarlo in ballo.🙂

  3. Propositi che devo rendere anche un po’ miei. Propositi dolci, ironici, strairdinariamente lucidi e sensati. Li rendo anche miei, annotandomeli in agenda… abbreviati però altrimenti divento una copiona senza pari.
    felice anno nuovo, cara Simona.

  4. D’accordo sull’apparire ignoranti. Aiuta a mimetizzarsi col popolino.
    Ad esempio quando è morta la Montalcini ho impostato la mia immagine su Facebook con una foto della Montessori e nessuno ha notato niente di strano.

  5. Che ameno posticino… Ricorda l’incantevole villaggio di Salem, in tutto il suo fulgore del 1692!
    Questa porzione di mondo pare già un delirio. Mai pensato al trasferimento?

    “La Lista dei Buoni Propositi” ha due formidabili peculiarità:
    1) Non rispettare e violare sistematicamente tutti gli obiettivi prefissati;
    2) Generare, soprattutto nel prossimo, la perniciosa serie di quelle che in sociologia vengono chiamate ‘aspettative passive’, tramite un’accettazione formale di regole e meccanismi sociali (per mero conformismo) di una realtà sostanzialmente fossilizzata.

    E in questo piccolo cimitero vivente di non-morti non so quanto la cosa possa essere davvero proficua. Personalmente, farei volentieri a meno dell’interesse di simili esemplari del genus padanicus…

    “L’esperienza mi ha insegnato che l’interesse genera l’aspettativa e l’aspettativa genera delusione. Perciò la chiave per evitare la delusione è evitare l’interesse.”
    (Dead like me)

  6. Ci vuole pazienza è vero… quante persone assurde che ci sono in “padania”!! Ma la foto l’hai scattata a Genova?? Ps Io ho sempre confuso la Montalcini con la Montessori, quella vecchia signora che era sulle diecimila lire : )))

    • perché… ci vuole un po’ di ironia nella vita. E di giudizio, su se stessi, e su chi abbiamo attorno.
      Nah, tranquillo, era ironico, non ho intenzione di andare in giro urlando “Beato Silvio che toglie l’imu” et similia😉

  7. Per capire gli altri bisogna cambiare prospettiva e questo è l’unico proposito che anche io mi sono fatto per il 2013. Anche se, un dubbio mi sorge… è proprio così importante capire gli altri? Tutti gli altri? Basterebbe forse capire meglio qualcuno… che se lo merita magari. Buon 2013 (ps. è dura vivere in Padania… ah quanto ti capisco….)

  8. Una lista piuttosto ambiziosa di interessanti propositi, cara Simona, ma sei una ragazza in gamba, perciò puoi farcela!!😀

    Io ho un solo proposito, per questo 2013: quello di non continuare ad accettare di non vivere al 100%. Però, a differenza di te, potrei non farcela, perché cambiare vorrebbe dire emigrare di nuovo…:/

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