Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo undicesimo

…ma che cos’è???

Esistono tanti tipi diversi di relazioni, nelle piacevoli terre padane (e forse anche altrove, ma chissà, la fanciulla quivi vive…), e stasera cercheremo di raccontarvene qualcuno, senza pretendere di esaurire l’argomento.
Esiste l’amicizia, ma dimenticate i romanzi ottocenteschi letti in gioventù, o anche solo le idilliache amicizie dei film di casa Disney: amicizia è premere un pulsante su un social network, “Conosci Pippo?” No, prosegui con la tua vita – sì, aggiungilo, ora è tuo amico. Non ci dilungheremo in cotale sede ad approfondire la sincerità e la fondatezza di tali relazioni, poiché la fanciulla non vorrebbe tediavi oltremodo.
Esiste l’amica del cuore. O le amiche del cuore, o l’amico, o gli amici. Sono facili da riconoscere: aprendo i suddetti social network, i “migliori amici” saranno visualizzati come fratelli e sorelle della persona in analisi. Può sorgere qualche dubbio sulla professione della madre del soggetto quando cotale accozzaglia di best friends supera la dozzina di unità – ma suvvia, ci sono mali peggiori al mondo, a cui pensare…
Poi esistono le conoscenze da “una volta ogni tanto”: insomma, stasera mi annoio, sfoglio la rubrica, trovo il tuo numero, e mi faccio raccontare la tua vita. Di conoscenze del genere, mediamente, se ne ha la vita piena – o vuota, a seconda dei punti di vista…
E le conoscenze forzate. Che ne so, il collega antipatico, che ti racconta i dettagli più noiosi e insignificanti della propria vita. Il compagno di corso che improvvisamente ti chiede come stai e questo e quello, e magari ti fa anche perdere mezz’ora di tempo, anziché chiederti subito come si risolve l’esercizio. O la vicina di casa, che alle sei di mattina, mentre tu ti avvii ancora in preda al sonno verso il tuo treno caldo e affollato, lei non ha nulla da fare se non uscire ad accarezzare i gatti e far conversazione con te. Conoscenze adorabili, insomma…
Oh, poi naturalmente esiste il fidanzato ufficiale. Quello che riempie la bacheca dopo due giorni che vi conoscete, quello che vi porta in giro mano nella mano e vi regala un anello dopo due settimane, quello che vi riempie di “sei unica”, “non ti lascerò mai”, “non posso vivere senza di te”, “sei la cosa più importante”, eeee – rullo di tamburi – “ti amo, ti amo più della mia stessa vita”. Ecco. Tutti questi “mai” e “per sempre”, mediamente, durano dalle tre settimane ai quattro mesi, qualcosa più, qualcosa meno.

Ma in Padania, la nostra fanciulla ha trovato l’amore. Quello vero. Quello senza se e senza ma, quello che ti riempie il cuore e ti cambia la giornata.
È successo un sabato sera. Un’uscita tranquilla, divertente, quasi piacevole.
“Andiamo a prendere una cioccolata”, proposero.
Si scelse una cioccolateria sulla strada per tornare. Un posticino carino, niente da dire.
La fanciulla si avviò al banco per ordinare.
Té caldo vaniglia e cannella, e briosche al cioccolato bianco.
E poi abbassò lo sguardo, e vide.
Era lì, e la fissava. Una meraviglia della natura, un tripudio di perfezione.
Dopo tante ricerche, eccolo: il paradiso dei sensi, l’eden del piacere.
Lì…IMG_4827

Lì, in fondo alla vetrina di una piccola cioccolateria, la fanciulla si innamorò di un vassoio di MACARONS.
Dopo tante ricerche, eccoli, quasi nascosti, quasi timidi, a dieci minuti da casa.
Ok, non erano freschissimi, e non erano neanche troppo #comesidice, insomma, quella strana sensazione di morbidezza che provi quando senti tra i denti tutte le bollicine della meringa.
Ma insomma, ci si può accontentare, n’est pas?
Cioccolato & cioccolato bianco. 25 centesimi l’uno.
That’s amore ♥

79 pensieri su “Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo undicesimo

  1. Con la cioccolata non si può vivere nè una relazione platonica nè una relazione a distanza! Io mi sto perdendo in un’avventura appassionata con un sacchetto di pezzetti di copertura di magnum…è un amore clandestino, perchè non esistono in commercio…credo che sarà una storia breve e intensa🙂

  2. Ciao Simona. Piacevoli conversazioni (e letture, nei blogs come il tuo…) in terre padane ed…in terre sarde, dove esistono ancora le piacevoli conversazioni “accànt’a su fogu de sa zimminèra”, accanto al fuoco del camino.
    Sono sicuro che le piacevoli conversazioni accanto al camino esistano ancora pure nelle terre padane.
    “Sono cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna, che sapevano Dante a memoria, e discorrevano di poesia….” (Francesco Guccini). :)Ciao.

    Marghian

  3. Io sono fortunata: li ho assaggiati da Ladurèe da Harrods, a Londra e ti dirò una cosa: li ho adorati!!! (Anche se mi sono piaciuti di più quelli del Brown’s Hotel sempre a Londra, ma può essere perchè quelli di Ladurèe erano molto particolari e visto quel che venivano non ho esagerato.. ^_-).

  4. Il miglior tipo di amore: non ti chiede nulla, non ti scoccia, non ti delude (quasi mai), non ti tradisce ed è quasi sempre facilmente reperibile (volendo puoi anche cucinarli da te).
    Mchan

  5. Almeno puoi contare su qualcosa che al massimo ti può tradire per la sua mancata freschwzza, che poi, povero cioccolato, mica è colpa sua… l’amore per i dolci è senza limti purtroppo…

      • …vuol dire che lo hai sperimentato una volta troppo a lungo e hai visto gli effetti ? Ma l’amore forse potrebbe non avere effetti collaterali di quel tipo …Parlavo di nostalgia …al passato naturalmente. Niente di simile mai ?

          • La nostalgia da cioccolato è quella di qualcosa che hai vissuto con grande intensità e ti ricorda una emozione forte, tutta tua, intima, di cui ora provi nostalgia, ma sei felice di riviverla, nel presente. Può essere quella di un sentimento d’amore, una parola, una carezza, un sorriso che ti ha riempito di gioia…Innamorarsi è bello ma traumatico, ricordare con nostalgia può essere dolce…come il piacere del cioccolato. È qualcosa che io penso più “al femminile” …gli uomini spesso non sanno apprezzarla …Di questo chiedevo, se non ti è mai capitato…

  6. > […] Il compagno di corso che improvvisamente ti chiede come stai e questo e quello, e magari ti fa anche perdere mezzora di tempo, anziché chiederti subito come si risolve l’esercizio.[…]

    Il compagno di corso che improvvisamente ti chiede come stai e questo e quello, e magari ti fa anche perdere mezzora di tempo, anziché chiederti subito di dargli il tuo numero (Fix’d).

    Anche se la primissima cosa che ho pensato è stata: che compagno gay (accezione infantile del termine.)

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