Capitoli chiusi e strade da percorrere

È da tanto che non scrivo poesie – e è da tantissimo che non le pubblico qui. Questo blog riemerge ogni tanto, quando qualche nuova persona capita nella mia vita reale, si incuriosisce, sbircia nel mio passato e finisce qui, scoprendo un lato di me che spesso non emerge nella frenesia del quotidiano.

La cosa è molto semplice: a un certo punto ho smesso di scrivere per chi non voleva leggere. Non mi sono arresa, questo no, non ho smesso di lottare – sono pur sempre un’inguaribile testarda. Ma a un certo punto ho accettato che certe cose non potevo cambiarle, e sono andata avanti per la mia strada.

La cosa ancora più semplice è che a un certo punto ho smesso di scrivere poesie e ho cominciato a vivere la mia poesia. E suonerebbe stonato continuare a parlarne qui – e chissà, magari un giorno questa poesia troverà un nuovo spazio tutto suo. Per ora va bene così.

La cosa davvero importante è che sono felice. E un po’ mi manca questo mondo – il mio blog, le mie poesie sgangherate scritte in piena notte. Un po’ mi manca quella ragazzina convinta di essere unica, inconsapevole di essere stata forgiata da uno stampino di ingenuità e romanticismo assieme a tante altre. Crediamo tutte di essere uniche – poi, quando capiamo di non esserlo, solitamente sbocciamo in un fiore veramente unico al mondo.

Un po’ mi manca, questo blog, queste poesie, questi pensieri – ma mi piace, la strada che sto percorrendo, e tanto mi basta.

Nel frattempo, se volete leggere lo stesso qualcosa di mio, sto giocando a fare la fotografa e a raccontare la mia vita tramite omini gialli, qui: http://www.tsu.co/La_Simo

Vi auguro tutto il meglio per la vostra vita,

S.

Un sogno

Un nuovo inizio.. 😉

Un Camice Biondo

Mi piace vedere la mia vita come una serie di scelte, una collezioni di bivi che mi hanno portato dove sono ora – e che continueranno a portarmi avanti. La persona che siede oltre questa tastiera è stata costruita passo dopo passo, pezzetto dopo pezzetto; per questo non ci sono scelte giuste o sbagliate, ma semplicemente scelte che rifarei mille volte e scelte che mi hanno insegnato cosa non fare in futuro. Non ci sono errori, ma solo lezioni da tenere a mente: ad esempio, ora so che l’ingegnere medio non legge Shakespeare, e che “due gocce” a Genova d’agosto sono peggio di una tempesta milanese. Ma questa è un’altra storia.

Mi piace sognare, e quando ero più piccina sognavo spesso di diventare un medico. Poi… Beh, poi c’è stata la fase della maestra, della scienziata, della scrittrice, di nuovo della professoressa… Poi c’è stato un susseguirsi di stagioni in cui ho…

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