Fai Bei Sogni

Le disse che l’amore muore per strangolamento ogni volta che Io soffoca Noi.
Le disse che l’amore muore di stenti ogni volta che Io dirotta tutto il suo nutrimento su di sé e si dimentica di Noi.
Le disse che l’amore muore di noia ogni volta che Io si concentra soltanto sulle emozioni e non coltiva progetti per Noi.

Non essere amati è una sofferenza grande, però non la più grande. La più grande è non essere amati più. Nelle infatuazioni a senso unico, l’oggetto del nostro amore si limita a negarci il suo, ci toglie qualcosa che ci aveva dato soltanto nella nostra immaginazione. Ma quando un sentimento ricambiato cessa di esserlo, si interrompe bruscamente il flusso di un’energia condivisa. Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva, colpevole di qualcosa di indefinito.
Così mi sentivo io. Non avevo saputo trattenerla…

– Massimo Gramellini, Fai Bei Sogni

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La meccanica del cuore

meccanica-cuore 2Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti, mai e poi mai.
Altrimenti, nell’orologio del tuo cuore, la grande lancetta
delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle,
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi…

– Mathias Malzieu, La meccanica del cuore

#actually 04apr2013

Ho una Moleskine tra le mani, e non ho paura di usarla.

Comprare una Moleskine è un po’ come tagliare i capelli corti, molto corti. O scappare per un viaggio ai Caraibi in solitaria. O comprarsi un vestito di un colore assurdo, che probabilmente metteremo solo per una sera.

Comprare una Moleskine – spendere uno sproposito per un comune quaderno – è un sintomo, un bisogno, un istinto impellente. E un progetto: ci vuole un progetto per macchiare quelle pagine così candide, così invitanti, così calde. Un progetto, un’idea, un sogno, qualunque cosa. Qualcosa che bruci, che faccia ardere anima e cIMG_1954orpo, che sproni a alzarci dal letto quando la sveglia suona troppo presto e a tenere gli occhi aperti quando si anela il cuscino. Qualunque cosa…

C’è un enorme bisogno di bellezza, quando si compra una Moleskine. Una bellezza su cui scrivere, le pagine morbide di un quadernetto ben rilegato. Una bellezza con cui scrivere, una matita nuova e una mina morbida. E una bellezza da scrivere… ma quella, beh, quella deve sgorgare dall’Anima, nel bene o nel male…

“È la ragazza più infelice che abbia mai tenuto in mano un Martini…”

Hymne à la beauté (Inno alla bellezza) – Charles Baudelaire

Vieni, o Bellezza, dal profondo cielo
O sbuchi dall’abisso? Infernale e divino
Versa insieme, confusi, la carità e il delitto
Il tuo sguardo: assomigli, in questo al vino.

Racchiudi nei tuoi occhi alba e tramonto. Esali
profumi come un temporale a sera.
Sono un filtro i tuoi baci, la tua bocca un’ampolla
che fan vile l’eroe e il fanciullo ardito.

Esci dal gorgo nero o discendi dagli astri?
Il Destino, innamorato, ti segue come un cane;
sémini capricciosa felicità e disastri,
disponi di tutto, non rispondi di niente.

Cammini, bellezza, su morti, e ne sorridi;
fra i tuoi gioielli l’Orrore non è il meno attraente
e, in mezzo ai tuoi gingilli preferiti, lAssassinio
danza amorosamente sul tuo ventre orgoglioso.

Abbagliata l’effimera s’abbatte in te candela
E crepita bruciando e la tua fiamma benedice.
Così, chino fremente sul tuo amore, chi ama
Sembra un moribondo che accarezza la sua tomba.

Che importa che tu venga dall’inferno o dal cielo,
o mostro enorme, ingenuo, spaventoso!
Se grazie al tuo sorriso, al tuo sguardo, al tuo piede
Penetro un Infinito che ignoravo e che adoro?

Che importa se da Satana o da Dio? Se Sirena
O Angelo, che importa? Se si fanno per te
-fata occhi-di-velluto, ritmo, luce, profumo, mia regina-
meno orrendo l’universo, meno grevi gli istanti.

…semplicemente meravigliosa…

Viens-tu du ciel profond ou sors-tu de l’abime,
O Beauté ? ton regard, infernal et divin,
Verse confusément le bienfait et le crime,
Et l’on peut pour cela te comparer au vin

Tu contiens dans ton oeil le couchant et l’aurore ;
Tu répands des parfums comme un soir orageux ;
Tes baisers sont un philtre et ta bouche une amphore
Qui font le héros lache et l’enfant courageux.

Sors-tu du gouffre noir ou descends-tu des astres ?
Le Destin charmé suit tes jupons comme un chien ;
Tu sèmes au hasard la joie et les désastres,
Et tu gouvernes tout et ne réponds de rien.

Tu marches sur des morts, Beauté, dont tu te moques ;
De tes bijoux l’Horreur n’est pas le moins charmant,
Et le Meurtre, parmi tes plus chères breloques,
Sur ton ventre orgueilleux danse amoureusement.

L’éphémère ébloui vole vers toi, chandelle,
Crépite, flambe et dit : Bénissons ce flambeau !
L’amoureux pantelant incliné sur sa belle
A l’air d’un moribond caressant son tombeau.

Que tu viennes du ciel ou de l’enfer, qu’importe,
O Beauté ! monstre énorme, effrayant, ingénu !
Si ton oeil, ton souris, ton pied, m’ouvrent la porte
D’un Infini que j’aime et n’ai jamais connu ?

De Satan ou de Dieu, qu’importe ? Ange ou Sirène,
Qu’importe, si tu rends,-fée aux yeux de velours,
Rythme, parfum, lueur, o mon unique reine !-
L’univers moins hideux et les instants moins lourds ?

Piacevoli conversazioni in terre padane, capitolo undicesimo

…ma che cos’è???

Esistono tanti tipi diversi di relazioni, nelle piacevoli terre padane (e forse anche altrove, ma chissà, la fanciulla quivi vive…), e stasera cercheremo di raccontarvene qualcuno, senza pretendere di esaurire l’argomento.
Esiste l’amicizia, ma dimenticate i romanzi ottocenteschi letti in gioventù, o anche solo le idilliache amicizie dei film di casa Disney: amicizia è premere un pulsante su un social network, “Conosci Pippo?” No, prosegui con la tua vita – sì, aggiungilo, ora è tuo amico. Non ci dilungheremo in cotale sede ad approfondire la sincerità e la fondatezza di tali relazioni, poiché la fanciulla non vorrebbe tediavi oltremodo.
Esiste l’amica del cuore. O le amiche del cuore, o l’amico, o gli amici. Sono facili da riconoscere: aprendo i suddetti social network, i “migliori amici” saranno visualizzati come fratelli e sorelle della persona in analisi. Può sorgere qualche dubbio sulla professione della madre del soggetto quando cotale accozzaglia di best friends supera la dozzina di unità – ma suvvia, ci sono mali peggiori al mondo, a cui pensare…
Poi esistono le conoscenze da “una volta ogni tanto”: insomma, stasera mi annoio, sfoglio la rubrica, trovo il tuo numero, e mi faccio raccontare la tua vita. Di conoscenze del genere, mediamente, se ne ha la vita piena – o vuota, a seconda dei punti di vista…
E le conoscenze forzate. Che ne so, il collega antipatico, che ti racconta i dettagli più noiosi e insignificanti della propria vita. Il compagno di corso che improvvisamente ti chiede come stai e questo e quello, e magari ti fa anche perdere mezz’ora di tempo, anziché chiederti subito come si risolve l’esercizio. O la vicina di casa, che alle sei di mattina, mentre tu ti avvii ancora in preda al sonno verso il tuo treno caldo e affollato, lei non ha nulla da fare se non uscire ad accarezzare i gatti e far conversazione con te. Conoscenze adorabili, insomma…
Oh, poi naturalmente esiste il fidanzato ufficiale. Quello che riempie la bacheca dopo due giorni che vi conoscete, quello che vi porta in giro mano nella mano e vi regala un anello dopo due settimane, quello che vi riempie di “sei unica”, “non ti lascerò mai”, “non posso vivere senza di te”, “sei la cosa più importante”, eeee – rullo di tamburi – “ti amo, ti amo più della mia stessa vita”. Ecco. Tutti questi “mai” e “per sempre”, mediamente, durano dalle tre settimane ai quattro mesi, qualcosa più, qualcosa meno.

Ma in Padania, la nostra fanciulla ha trovato l’amore. Quello vero. Quello senza se e senza ma, quello che ti riempie il cuore e ti cambia la giornata.
È successo un sabato sera. Un’uscita tranquilla, divertente, quasi piacevole.
“Andiamo a prendere una cioccolata”, proposero.
Si scelse una cioccolateria sulla strada per tornare. Un posticino carino, niente da dire.
La fanciulla si avviò al banco per ordinare.
Té caldo vaniglia e cannella, e briosche al cioccolato bianco.
E poi abbassò lo sguardo, e vide.
Era lì, e la fissava. Una meraviglia della natura, un tripudio di perfezione.
Dopo tante ricerche, eccolo: il paradiso dei sensi, l’eden del piacere.
Lì…IMG_4827

Lì, in fondo alla vetrina di una piccola cioccolateria, la fanciulla si innamorò di un vassoio di MACARONS.
Dopo tante ricerche, eccoli, quasi nascosti, quasi timidi, a dieci minuti da casa.
Ok, non erano freschissimi, e non erano neanche troppo #comesidice, insomma, quella strana sensazione di morbidezza che provi quando senti tra i denti tutte le bollicine della meringa.
Ma insomma, ci si può accontentare, n’est pas?
Cioccolato & cioccolato bianco. 25 centesimi l’uno.
That’s amore ♥